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RESTENOSI

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> CCSVI: L' ANGIOPLASTICA
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Inviato: Gio Lug 24, 2014 7:19 pm    Oggetto: Ads

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STELLA34



Registrato: 09/10/10 11:25
Messaggi: 4
Residenza: ravarino - modena

MessaggioInviato: Mar Feb 08, 2011 7:53 pm    Oggetto: RESTENOSI Rispondi citando

BUONA SERA DOTT. LUPATTELLI,
IN MERITO ALLA RESTENOSI MI CHIEDEVO AD OGGI SULLO STESSO SOGGETTO QUANTE VOLTE E' ARRIVATA A VERIFICARSI AL MASSIMO.
HO LETTO CHE DOPO IL SECONDO INTERVENTO LA SITUAZIONE SI STABILIZZA, MA SONO ANCHE ENTRATA IN CONTATTO CASUALMENTE CON UNA PERSONA IN PROCINTO DI FARE IL 3° INTERVENTO E QUESTO NON MI RISULTAVA.
GRAZIE PER IL SUO IMPEGNO IN QUESTO FORUM X NOI COSì PREZIOSO.

_________________
STELLA34
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tomlup
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Registrato: 15/11/08 17:32
Messaggi: 148
Residenza: Milano

MessaggioInviato: Mer Feb 16, 2011 4:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cara Signora,

io devo dire ( e con l'informazione che corre su internet oggi è un pò difficile millantare) che riporto ad oggi pochissime restenosi. Fino ad ora ho ritrattato solamente un solo paziente. Credo che sia molto importante la tecnica utilizzata. Fin dall'inizio ho eseguito dilatazioni molto energiche con palloncini molto più grandi ( spesso due in contemporanea)di quelli usati da molti altri operatori riuscendo spesso a rompere la valvola che sta alla base della giugulare e che ci stiamo sempre più rendendo conto sia il motivo principale del blocco del flusso. Dilatare la valvola senza la necessaria forza comporta un aumentato passaggio di sangue per periodi limitati. Con il rigenerarsi della stessa il flusso tende a tornare come prima e si tende a definire ( erroneamente?) ciò RESTENOSI. A mio avviso si tratta semplicemente di una dilatazione sub-ottimale. Una volta aperta completamente la valvola, questa non ha la possibilità di rigenerarsi in quanto completamente aperta in più parti, completamente distaccate fra loro. L'adozione di questa tecnica mi ha portato per ora (abbiamo sicuramente bisogno però di un tempo maggiore di osservazione) a non osservare quel alto numero di restenosi riportato nelle prime esperienze.
Bisogna però fare chiarezza su alcuni punti.
La diagnosi di restenosi è soprattutto clinica. Il paziente torna ad avere la stessa sintomatologia di prima dell'intervento, avendo perso quindi gran parte o tutti i benefici. Ci sono ecodopleristi che scambiano reflussi fisiologici ( come quelli all'interno di dilatazioni pre stenotiche che non scompaiono anche dopo una efficace riapertura del vaso) per patologici. Alcuni miei pazienti che non presentavano alcuna perdita dei benefici riportavano diagnosi di restenosi al Doppler, rivelatesi poi inesistenti all' Doppler eseguito presso i miei doppleristi di fiducia. E per fiducia intendo Doppleristi che eseguono il Doppler sui miei pazienti in sala angiografica in contemporanea all'intervento di angioplastica. In questo modo possono real-time vedere la flebografia con allo stesso tempo la sonda sulla giugulare del paziente che stiamo studiando e angioplasticando, rendendosi conto quindi a che cosa corrisponde realmente ciò che stanno osservando con l'eco Color Doppler. L'esecuzione in sala angiografica dell'angioplastica e del Doppler in contemporanea ci sta portando sempre più ad individuare gli artefatti e i falsi negativi/positivi di entrambe le metodiche. Ci sono insomma alcuni parametri che chi non esegue mai il Doppler in sala angiografica durante la flebografia può fare molta fatica a riconoscere. Per cui è vero che è importante l'adozione di una tecnica operatoria corretta ma è altrettanto importante un esperienza "sul campo" del Dopplerista. Probabilmente diminuirebbero le diagnosi di restenosi.
E'infine importante sottolineare che come riportava anche il Dr. Simka alcuni pazienti possono tendere a perdere alcuni benefici nel tempo nonostante le giugulari risultino aperte. Ora questo potrebbe dipendere da una sorta di "assuefazione" se così vogliamo dire ai benefici nel tempo della liberazione ma potrebbe anche dipendere dal fatto che le giugulari si sono in parte richiuse, magari di poco ed il Doppler non sia stato in grado di valutare questa piccola differenza. In definitiva sono aperte ma subito dopo l'intervento di liberazione lo erano ancora di più. E qui veniamo ad un punto molto delicato che sta però sempre più trovando una base solida sulla base della mia personale esperienza. Le giugulari anche poco stenotiche o che sembrano normalmente pervie, una volta dilatatate sembrano portare a benefici sul piano della sintomatologia della malattia. Riporto alcuni casi in cui il paziente sembrava avere un flusso completamente normale alla flebografia ma dopo dilatazione forzata delle giugulari sono sopraggiunti benefici ( a volte anche importanti). E' come se dilatare ancora di più una giugulare, anche se pervia, possa portare ad aumentare comunque il flusso al suo interno con conseguenti miglioramenti. Questo vorrebbe dire che la CCSVI è presente praticamente in tutti i malati di sm ( e non solo, ho trattato la CCSVI con successo in casi di SLA, polimialgia reumatica, polineuropatia autoimmune e altro) e che il dato di pazienti senza i famosi 5 parametri al Doppler potrebbe non significare che il paziente non risponderà all liberazione (anzi, a volte in questi pazienti abbiamo osservato risposte molto buone). Riporto una sola paziente in cui non ho riscontarto la CCSVI e il caso vuole ( sarà un caso?) che non presentava alcun sintomo proprio della CCSVI.
Concludo dicendo che nonostante tutto alcuni pazienti, fortunatamente una minoranza, rispondono poco o nulla all'angioplastica. E questo è probabilmente ora il problema di più difficile interpretazione.
Quando avremo maggiori dati con le dovute analisi statistiche potremo essere sicuramente più precisi su molti punti.

Cordialmente,

Tommaso Lupattelli.
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tomlup
Site Admin


Registrato: 15/11/08 17:32
Messaggi: 148
Residenza: Milano

MessaggioInviato: Lun Feb 21, 2011 12:52 am    Oggetto: Rispondi citando

Ad alcune domande di alcui pazienti, in particolare perchè abbiamo ritrattato solo un paziente intendo sottolineare che stiamo sicuramente osservando al Doppler alcuni restringimenti post-PTA. Il numero comunque appare fortunatamente ancora limitato. Tuttavia la situazione non richiede ad oggi un ulteriore trattamento nella maggior parte dei casi. Infatti prima di dover re-inteervenire reputo necessario un ulteriore periodo di osservazione. Siamo ancora in una fase iniziale e non sappiamo ancora bene come potranno evolvere le cose. Ci sono per esempio pazienti che riportano miglioramenti dopo periodi di regressione. Credo che sia estremamente importante agire con cautela ritrattando il paziente solo nel momento in cui si siano verificati importanti regressioni nei miglioramenti osservato dopo angioplastica.
Fin quando non avremo risultati certi e periodi di osservazioni più estesi nel tempo credo sia da preferirsi un atteggiamento cauto. Tuttavia la maggior parte dei pazienti con restringimenti dopo PTA presentavano una difficoltà nella piena dilatazione della valvola durante l'intervento. Se il tempo chiarirà che la completa apertura della valvola alla base delle giugulari comporta una minor tasso di restenosi, come plausibile, allora prenderemo in considerazione un ulteriore trattamento in quei pazienti con valvole ancora non del tutto aperte dove i benefici si sono notevolmente e progressivamente ridotti.


Tommaso Lupattelli
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pacotom



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Messaggi: 3

MessaggioInviato: Mar Mar 08, 2011 6:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gent.mo dr. Lupattelli, a proposito della valvola invertita o ipomobile, mi interesserebbe il Suo autorevole parere su alcune cose:
1) quali controindicazioni comporta la sua totale asportazione/distruzione? Se il buon Dio ce l'ha messa, una qualche funzione dovrebbe averla. Come si modifica il flusso emodinamico in assenza della valvola?
2) da cosa dipende la scelta fra "pallonata" tradizionale e cutting balloon? In questo 2° caso le pareti venose non vengono traumatizzate più del lecito? Le pareti venose sono, a loro volta, vascolarizzate e possono sanguinare? C'è una cicatrizzazione? E' ipotizzabile una sclerotizzazione locale?
3) come vengono eliminati eventuali residui di tessuto, per via naturale? E, visto che il flusso va verso il cuore, sono innocui?
Mi scuso per il numero delle domande e la terminologia "rupestre" e, complimentandomi per la Sua attività e l'encomiabile disponibilità, Le porgo distinti ossequi.
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tomlup
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Registrato: 15/11/08 17:32
Messaggi: 148
Residenza: Milano

MessaggioInviato: Dom Apr 10, 2011 1:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cara Signora,

1) il buon Dio cè l'ha messa per evitare il reflusso dal cuore verso la testa ma se la natura poi si diverte ad invertirla dalla testa il sangue non scende più bene verso il cuore cuore.

2) Non utilizziamo il cutting balloon perchè riteniamo che le dimensioni attuali di tale dispositivo non sembrano sufficienti per ottenere dilatazioni efficaci. Ed inoltre il tramautismo delle lame sulla parete potrebbe causare reazioni fibrotiche della parete con possibile restringimento del lume vasale nel tempo.

3) E' possibile che frammenti di valvole e anulus una volta "pallonati" migrino nel cuore e da lì nel polmone. Ma sono talmente piccoli da non creare alcun problema. E' altresì possibile che i frammenti rimangano nella parete vasale, rimanendo quindi in loco. Con il tempo e mediante studi di settore accurati sarà maggiormente possibile chiarire questi punti.
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vera71



Registrato: 12/04/11 15:43
Messaggi: 2

MessaggioInviato: Mer Apr 13, 2011 7:22 pm    Oggetto: chiarimento Rispondi citando

tomlup ha scritto:
Cara Signora,

1) il buon Dio cè l'ha messa per evitare il reflusso dal cuore verso la testa ma se la natura poi si diverte ad invertirla dalla testa il sangue non scende più bene verso il cuore cuore.

2) Non utilizziamo il cutting balloon perchè riteniamo che le dimensioni attuali di tale dispositivo non sembrano sufficienti per ottenere dilatazioni efficaci. Ed inoltre il tramautismo delle lame sulla parete potrebbe causare reazioni fibrotiche della parete con possibile restringimento del lume vasale nel tempo.

3) E' possibile che frammenti di valvole e anulus una volta "pallonati" migrino nel cuore e da lì nel polmone. Ma sono talmente piccoli da non creare alcun problema. E' altresì possibile che i frammenti rimangano nella parete vasale, rimanendo quindi in loco. Con il tempo e mediante studi di settore accurati sarà maggiormente possibile chiarire questi punti.



Gent.mo dr. Lupattelli,
capisco che quando una valvola è invertita o storta il sangue non scende più bene verso il cuore, mi sembra però che non abbia risposto in modo esaustivo al punto 1) della domanda: se demolisco l'orientamento della valvola allora cosa accade al flusso sanguigno? Aggiungo: rompere la valvola comporta dei rischi immediati o nel tempo?
La saluto e colgo l’occasione per ringraziarla perché questo forum è veramente un punto di riferimento.
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npsossi



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Messaggi: 3
Residenza: W. Palm Beach, Florida

MessaggioInviato: Dom Mag 15, 2011 8:20 pm    Oggetto: Re: chiarimento Rispondi citando

vera71 ha scritto:
tomlup ha scritto:
Cara Signora,

1) il buon Dio cè l'ha messa per evitare il reflusso dal cuore verso la testa ma se la natura poi si diverte ad invertirla dalla testa il sangue non scende più bene verso il cuore cuore.

2) Non utilizziamo il cutting balloon perchè riteniamo che le dimensioni attuali di tale dispositivo non sembrano sufficienti per ottenere dilatazioni efficaci. Ed inoltre il tramautismo delle lame sulla parete potrebbe causare reazioni fibrotiche della parete con possibile restringimento del lume vasale nel tempo.

3) E' possibile che frammenti di valvole e anulus una volta "pallonati" migrino nel cuore e da lì nel polmone. Ma sono talmente piccoli da non creare alcun problema. E' altresì possibile che i frammenti rimangano nella parete vasale, rimanendo quindi in loco. Con il tempo e mediante studi di settore accurati sarà maggiormente possibile chiarire questi punti.



Gent.mo dr. Lupattelli,
capisco che quando una valvola è invertita o storta il sangue non scende più bene verso il cuore, mi sembra però che non abbia risposto in modo esaustivo al punto 1) della domanda: se demolisco l'orientamento della valvola allora cosa accade al flusso sanguigno? Aggiungo: rompere la valvola comporta dei rischi immediati o nel tempo?
La saluto e colgo l’occasione per ringraziarla perché questo forum è veramente un punto di riferimento.

Cara signora, secondo questo recente studio

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L'88% delle persone hanno valvole solo in una delle 2 giugulari, di solito la destra e comunque il 90% sono incompetenti, per cui avere una valvola competente non e' poi cosi importante. Eviterei comunque stare a testa in giu' per molto tempo o andare in Valsalva.
Saluti
Nunzio Sossi MD.
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vera71



Registrato: 12/04/11 15:43
Messaggi: 2

MessaggioInviato: Mar Mag 17, 2011 7:03 pm    Oggetto: Re: chiarimento Rispondi citando

Citazione:
Eviterei comunque stare a testa in giu' per molto tempo o andare in Valsalva.


Davvero? Anche se l'angioplastica viene fatta alle vene azygos?
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